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Vini di Cahors

              

Storia dei vini di Cahors

   Introdotta dai Romani, la vigna prospero’ nella regione di Quercy arrivando a produrre un vino cosi’ reputato che qualcuno a Roma ne fu contrariato. La storia racconta che verso l’anno 92  l’imperatore ordino’ di sradicarla. Piu’ tardi, grazie agli inglesi che lo chiamavano « black wine », i vini di Cahors si imposero in tutta Europa, a detrimento dei vini di Bordeaux, creando delle gelosie. Nel 1241 i viticoltori bordolesi ottengono dal re d’Inghilterra (Enrico III, la regione era allora sotto la dominazione inglese) il divieto di trasportare i vino di Cahors al porto di Bordeaux (principale sbocco commerciale) prima di Natale. Fu necessario aspettare fino al 1773 (Luigi XVI) per ristabilire l’equità dei commerci. Nel diciannovesimo secolo il vitigno fu distrutto dalla Phylloxera. Fu solo nel 1947 che il vitigno riparte grazie ad alcune piante trovate da un proprietario di Bordeaux, ironia della storia. Nel 1971 al momento del decreto di denominazione AOC il vitigno contava 440 ha. Oggi é coltivato su 4050 ha.

I vitigni utilizzati per i vini di Cahors

   Il vitigno dominante é il Malbec (chiamato anche Côt). Puo’ essere completato al 30% massimo con del Merlot e del Tannat.

Caratteristiche dei vini di Cahors

   Il vino di Cahors é un vino potente, dai colori scuri, quasi neri, ampio in bocca e dai tannini vellutati. Giovani, i vini di Cahors hanno delle note vanigliate di violetta, ribes, ciliegia, con un fondo di liquirizia. Questi sapori evolvono in note piu’ morbide di sottobosco, prugne e tartufi neri.
   La menzione  « Cahors excellence » o « Charte de qualité » risultano da una produzione limitata a  40hl/ha, 1,5 kg di uva per piede di vigna e 16 mesi di invecchiamento massimo. Queste menzioni sono attribuite previa degustazione da un jury e rimessa in gioco ogni anno.

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